lunedì 12 febbraio 2018

Il complesso di Ester



E niente, sono di nuovo qui che mescolo un pentolone, i capelli lavati stamattina sanno già di nuovo di ragù mentre sulla maglietta appena messa c'è una scia di liquido non meglio identificato proveniente dallo starnuto di mio figlio, faccia stanca, occhiaie, messaggi di richiesta compiti cui rispondere, BB al tavolo che vuole fare un lavoretto...


Eppure quando avevo 20 anni e andavo all'università i sogni e le ambizioni per la mia vita erano un po' diverse...intanto non ho mai voluto fare la cuoca, eppure tre volte al giorno c'è una famiglia seduta intorno al tavolo da nutrire. In secondo luogo ero abituata che quando riordinavo una cosa quella rimanesse al suo posto e non tornasse "magicamente" per terra, o quando pulivo una stanza quella rimanesse pulita almeno per una settimana e non per appena 5 minuti. Pensavo che avrei fatto la differenza, avrei salvato tutti i bambini del mondo dalla povertà, vissuto una vita avventurosa e sempre in viaggio. 
Strano come le aspettative che abbiamo da giovani siano spesso diverse dalla realtà. 

Un'altra cosa che ricordo è che dei personaggi femminili della Bibbia, quella cui più avrei voluto somigliare era Ester, la Regina Ester. Non so se avete mai letto la sua storia, ma da essa scopriamo che lei non solo era  estremamente bella tanto da essere scelta tra tante per diventare moglie del re Assuero, ma pensate che le fu dato addirittura un anno per rendersi ancora più bella e profumata e le vennero forniti tutti i trattamenti e i prodotti di bellezza dell'epoca (...e io devo piangere per avere 5 minuti per andare in bagno da sola!!). Come se non bastasse divenne anche una sorta di eroina nazionale e in sua memoria ancora oggi gli ebrei festeggiano la festa dei Purim ogni anno! Bella e famosa insomma, mi poteva bastare come obbiettivo 😉

Crescendo invece ho scoperto che era solo un'utopia e ho cominciato ad apprezzare di più un'altra donna della Bibbia, che mi rispecchia di più nella realtà perchè mamma e casalinga e sulla quale da giovane non mi ero mai fatta molte domande. Parlo di Maria, madre di Gesù. 

Se posso azzardare, credo che anche lei per la maggior parte della sua vita odorasse di cibo cucinato, e se per me è un'utopia farmi un bagno rilassante in tutta calma il dispiacere si affievolisce pensando che lei non aveva neppure un bagno nella stalla in cui ha partorito. Dalla Bibbia non risalta la sua bellezza ma la sua umiltà e sottomissione, la dedizione alla famiglia e la cura per i suoi figli. Durante la sua vita sono stati più i problemi e le sofferenze che la fama e il benessere, eppure le era stato affidato un compito grandissimo: mettere al mondo Gesù e con esso crescerlo, curarlo, educarlo,  lavargli i vestiti, spazzare la sua camera... 

A questo punto mi fermo, non voglio ora fare un paragone tra le due donne, tra Ester e Maria, perchè ritengo che ognuna abbia la sua importanza, la sua storia, il suo scopo datole da Dio, ma voglio comunque puntualizzare alcuni ragionamenti che mi sono venuti guardando le loro vite:

- Come donne possiamo avere un grande compito nella nostra vita, ma non è detto che sia un compito eclatante e visibile come Ester che ha salvato il suo popolo, ma potrebbe essere un compito svolto in silenzio e umilmente e che per anni non ci darà un contraccambio come nella vita di Maria. 

- Non è detto che la bellezza e una vita sotto i riflettori sia il destino di ogni donna e che solo questo potrà rendere felice la sua vita, ci sono altre doti più intime e nascoste che tu ed io possiamo possedere e che dobbiamo coltivare per vivere una vita appagata. 

- La fama e il riconoscimento che possiamo ottenere qui sulla terra, è bello e gratificante, ma non è detto che tante cose che facciamo e che nessuno nota non vengano notate invece da Dio che tutto vede. E un giorno sarà proprio Lui a dirci "Brava! Ben fatto!" e ci premierà per la nostra dedizione e impegno, e ciò vale sia per le cose eclatanti che per quelle nascoste e umili di ogni giorno. 

- Non viviamo la nostra vita con il "complesso di Ester", ovvero il desiderio di diventare una donna di successo e famosa, non viviamola piena di opportunità sprecate a causa delle nostre ambizioni troppo alte, ma svolgiamo con passione ed energia ogni sfida che ci si presenta, sia grande e visibile, che piccola e umile. 

Bene, torno al mio ragù, lo mescolerò con molto impegno, lo assaggerò e aggiusterò di sale come se dovesse essere servito ad un re, e dopo laverò la pentola facendola risplendere come l'argento...con amore, per la mia famiglia, per Dio che mi ha dato il compito di curarla, per me stessa perchè sarò felice di aver fatto bene e fino in fondo il mio compito di oggi. 



2 commenti:

  1. Grazie!perché in questi giorni mi sento tanto stanca e spesso servo in tavola(anche noi siamo in 5) una pasta in bianco senza nessun amore e con tanta fretta! Grazie!perché anch'io sognavo Ester...domani si riparte...Proverò ripartire d una pasta al ragù...Belo rileggerti di nuovo! Paola

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    1. Un nuovo inizio, ripartire, sempre e di nuovo quando ci areniamo e perdiamo la forza! E quando proprio non riusciamo a ripartire chiediamo l'aiuto al Signore in una semplice preghiera, e Lui l'ascolterà! Grazie per il tuo commento! Lena

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